Caposaldo Croz di Cenon e di Primalunetta

“Su questo sentiero che corre costantemente a 2.000 mt di quota venivo sempre in settembre prima di “descargar” la malga, in compagnia di un adulto a raccogliere le pigne di cirmoli che contengono i pinoli per portarne giù a sacchi” – Cit. Decimo Purin

Caposaldo Croz di Cenon e Primalunetta

Val Campelle - Foto di Omar Ropelato

Panoramica cresta che ospita numerosi resti di strutture militari, alcune delle quali recentemente ripristinate. Offre magnifici scorci sul Lagorai, la Valsugana, il gruppo di Rava e Cima d’Asta.

Croz di Primalunetta - Foto di Omar Ropelato (4)

Decido di partire di buon ora con il mio amico Decimo, l’appuntamento è nel piccolo paesino di Spera, prendiamo un caffè e saliamo in macchina percorrendo tutta la Val Campelle fino a giungere al Ponte delle Rudole (1366m). Decimo è un personaggio “storico” di Spera, una persona incredibilmente colta che conosce tanti aneddoti della storia delle nostre amate montagne… un vero piacere essere in sua compagnia perché c’è sempre da imparare!

Croz di Primalunetta - Foto di Omar Ropelato (2)

Appena arrivati mi racconta “Sai Omar, in queste malghe – Primaluna e Primalunetta- ho trascorso tutte le mie estati dal 1953 al 1958, quindi dai 4 ai 9 anni di età. Ricordo che tanti bambini che avevano problemi di salute venivano portati in Primaluna dove il clima, l’aria o chissà cosa erano considerati miracolosi per recuperare appetito, forza e colore”.

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Saliamo quindi dapprima per una strada forestale che ci porta in località Valdeprà poi in località Primalunetta. In località Primalunetta troviamo una piccola chiesetta alpina da dove si può ammirare un magnifico panorama sulla Valsugana. Noi oggi saliamo per un antico sentiero che i pensionati del posto hanno ripristinato, attraversiamo uno splendido bosco di larici e raggiungiamo il primo colle dove troviamo una panchina ricavata da un vecchio tronco.

Croz di Primalunetta - Foto di Omar Ropelato

Decidiamo quindi di fermarci e mangiare un panino e bere qualcosa e qui Decimo mi racconta “Su questo sentiero che corre costantemente a 2.000 mt di quota venivo sempre in settembre prima di “descargar” la malga, in compagnia di un adulto a raccogliere le pigne di cirmoli che contengono i pinoli per portarne giù a sacchi”. Saliamo poi la cima del Monte Cenone (2278m) seguendo il sentiero L34 e poi percorriamo una comoda cresta aerea che ci conduce alla conca sommitale del Croz di Primalunetta fino ad arrivare al bivacco.

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Nella conca sorgono dei camminamenti rafforzati da pietrame e sacchi di terra, baracche e ricoveri in caverna che sono stati ora sapientemente recuperati e sistemati. Da questo avamposto si può immaginare quindi che visione abbiano avuto i soldati italiani che controllavano buona parte della Valsugana e del Lagorai. Saliamo ora appena sopra al bivacco dove vediamo l’osservatorio, qui assieme a Decimo scrutiamo l’orizzonte e ci mettiamo alla prova per vedere chi conosce più cime…le conferme le abbiamo dal puntatore che indica precisamente la punta di ogni montagna.

Croz di Primalunetta - Foto di Omar Ropelato (3)
Troviamo dei ragazzi che stanno sistemando un tavolone fuori da questo nuovo bivacco e ci spiegano che il nome Antonio Tadina (nome del bivacco) è stato scelto per l’atto eroico e di sacrificio che ha fatto questo soldato semplice nel riconquistare il proprio caposaldo.

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Un soldato che non ha mai ricevuto nessuna medaglia al valore ma che ha rischiato la sua vita per la patria.

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Per il rientro si scende dal canalone verso sud-est fino al lago delle Buse de Pilo dove, seguendo il sentiero, si arriva al Baito Celestino dove Decimo mi racconta che i ruderi dell’attuale bivacco, coperti con quattro lamiere arrugginite, erano l’unico riparo dei pastori durante i frequenti temporali estivi. Arrivati poi alla malga Primalunetta si percorre il sentiero che si è percorso all’andata. Saluto Decimo e lo ringrazio, un’altra splendida giornata sulle montagne del Lagorai si è conclusa al meglio.

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