Com’era verde la mia valle!

Pag 42 / Montagne360 / maggio 2017

Viaggio alla scoperta di alcuni siti storici in Valsugana e sul Lagorai, luoghi ricchi di memoria e di attrattive nel cuore del Trentino testo e foto di Omar Ropelato

Siete mai stati nella splendida Valsugana, in Trentino? Queste tre proposte vi permetteranno di conoscere, sia se siete di passaggio sia se intendete fermarvi per più giorni, la storia e la cultura di questa valle alpina ricca di attrattive. Una natura incontaminata vi permetterà di immergervi in questi percorsi, dove gli spunti di approfondimento si intrecciano continuamente.

SITO STORICO “LA ROCCHETTA”

La Rocchetta è un piccolo promontorio alto poco più di 700 m, posto a sud di Borgo Valsugana in Trentino, che ospita numerose tracce di appostamenti militari quali caverne, trincee e postazioni d’artiglieria. Ha sempre svolto una funzione naturale di sbarramento, posta a metà della Valsugana insieme al monte Ciolino, ed è per questo che anche durante il periodo bellico è stato utilizzato non come luogo di battaglia, bensì come luogo naturale di osservazione da ambedue le parti, sia italiana che austriaca. Il sito storico della Rocchetta, aperto tutto l’anno con entrata libera, è raggiungibile in auto, bicicletta e in pullman, in 5 minuti da Borgo Valsugana seguendo le indicazioni per la val di Sella oppure a piedi, attraverso i numerosi sentieri e camminamenti che recentemente sono stati ripristinati. Da non perdere il punto panoramico sulla conca di Borgo Valsugana e sul Lagorai.

CAPOSALDO DI CIMA SOCEDE E LASTEATI

Caposaldo a controllo del Passo Cinque Croci, sapientemente recuperato e sistemato, ci regala un ottimo panorama su Cima d’Asta, la vetta granitica per eccellenza del Lagorai. Dal parcheggio del Ponte di Conseria (1468 m) si segue la comoda strada forestale che, dopo poco, devia sul sentiero SAT n. 326 fino a malga Conseria e Passo Cinque Croci (2018 mt). Al Passo Cinque Croci si prende il percorso L 38 – Sentiero della Memoria che, risalendo il dolce crinale, in breve conduce alla vetta di Cima Socede. Qui, a seguito di un recente intervento, sono stati recuperati i resti di baracche, trincee e caverne realizzati dall’agosto del 1915 al novembre del 1917 dai soldati dell’uno e dell’altro esercito. Si rientra al Rifugio Malga Conseria (aperto anche d’inverno, nei fine settimana) passando nei pressi della croce in ferro realizzata con i pali dei reticolati della Prima Guerra. Qui sorgeva un piccolo cimitero militare, dove avevano trovato sepoltura i soldati uccisi dalle valanghe, che qui erano scese numerose durante il periodo bellico. Dal Rifugio Conseria si scende con segnavia E 326 fino al punto di partenza.

CAPOSALDO CROZ DI CENON E DI PRIMALUNETTA

È una cresta panoramica che ospita numerosi resti di strutture militari, alcune delle quali recentemente ripristinate. Offre magnifici scorci sul Lagorai, la Valsugana, il gruppo di Rava e Cima d’Asta. L’itinerario parte dal piccolo paesino di Spera, da dove si sale in macchina percorrendo tutta la Val Campelle fino a giungere al Ponte delle Rudole (1366 m). Un personaggio “storico” di Spera è Decimo, uomo incredibilmente colto e grande conoscitore di queste montagne. Di questi luoghi racconta: “In queste malghe – Primaluna e Primalunetta – ho trascorso tutte le mie estati dal 1953 al 1958, quindi dai 4 ai 9 anni di età. Ricordo che tanti bambini che avevano problemi di salute venivano portati in Primaluna dove il clima, l’aria o chissà cosa erano considerati miracolosi per recuperare appetito, forza e colore”. Si sale quindi dapprima per una strada forestale che porta in località Valdeprà, poi in località Primalunetta. In località Primalunetta si trova una piccola chiesetta alpina, da dove si può ammirare un magnifico panorama sulla Valsugana. Il nostro itinerario prevede, a questo punto, di salire per un antico sentiero che i pensionati del posto hanno ripristinato, attraversando uno splendido bosco di larici e raggiungendo il primo colle, dove si trova una panchina ricavata da un vecchio tronco. Di questo tratto, Decimo dice: “Su questo sentiero, che corre costantemente a 2.000 metri di quota, venivo sempre in settembre prima di “descargar” la malga, in compagnia di un adulto a raccogliere le pigne di cirmoli che contengono i pinoli per portarne giù a sacchi”. Si sale poi la cima del Monte Cenone (2278 m) seguendo il sentiero L34 e si percorre una comoda cresta aerea che conduce alla conca sommitale del Croz di Primalunetta, fino ad arrivare al bivacco. Nella conca sorgono dei camminamenti rafforzati da pietrame e sacchi di terra, baracche e ricoveri in caverna che sono stati, ora, sapientemente recuperati e sistemati. Da questo avamposto si può immaginare che visione abbiano avuto i soldati italiani che controllavano buona parte della Valsugana e del Lagorai. Ci sono dei ragazzi che stanno sistemando un tavolone fuori da questo nuovo bivacco e raccontano che il nome Antonio Tadina (nome del bivacco) è stato scelto per l’atto eroico e di sacrificio che ha fatto questo soldato semplice nel riconquistare il proprio caposaldo. Un soldato che non ha mai ricevuto nessuna medaglia al valore, ma che ha rischiato la sua vita per la patria. Per il rientro si scende dal canalone verso sud-est fino al lago delle Buse de Pilo dove, seguendo il sentiero, si arriva al Baito Celestino: i ruderi dell’attuale bivacco, coperti con quattro lamiere arrugginite, erano l’unico riparo dei pastori durante i frequenti temporali estivi. Arrivati poi alla malga Primalunetta, si rifà il sentiero che si è percorso all’andata: un’altra splendida giornata sulle montagne del Lagorai si è conclusa al meglio.

www.omarropelato.it

 

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